In vista delle imminenti Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, la campionessa di sci di fondo svedese Ebba Andersson ha iniziato un periodo di precauzione estrema. Questa misura, denominata "isolamento preventivo", mira a salvaguardare la sua salute e quella del team in un contesto di massima allerta per la diffusione di infezioni, in vista del cruciale appuntamento dello skiathlon, fissato per il 7 febbraio.
La ventottenne atleta svedese è giunta a Cavalese, dove la squadra nazionale ha stabilito il proprio quartier generale. Tuttavia, per i primi giorni, non avrà contatti diretti con gli altri componenti del gruppo, adottando un regime di isolamento per scongiurare qualsiasi rischio di contagio. La decisione della nazionale svedese riflette una strategia rigorosa, volta a minimizzare le probabilità che atleti provenienti da contesti diversi possano introdurre virus all'interno del team, compromettendo la preparazione e la performance olimpica.
Il medico sociale, Rickard Noberius, ha dettagliato le disposizioni in un'intervista con Expressen, sottolineando l'importanza dell'isolamento pre-partenza. A tutti gli atleti è stato chiesto di limitare i contatti sociali nei due giorni precedenti la partenza, incontrando solo i familiari più stretti ed evitando luoghi affollati come centri commerciali o caffetterie. Nel caso specifico di Ebba Andersson, arrivata dalla Svezia martedì, le misure sono ancora più severe. Dovrà indossare una mascherina al chiuso, prestare particolare attenzione all'igiene delle mani e consumare i pasti separatamente dal resto della squadra per i primi quarantotto ore. Superato questo periodo, potrà reintegrarsi pienamente con il gruppo.
Le precauzioni si estendono anche alla sfera personale dell'atleta. Inizialmente, Ebba Andersson non potrà condividere la stanza con il fidanzato Gustaf Berglund, che l'accompagnerà durante le Olimpiadi. Entrambi avranno alloggi separati per le prime due notti, per poi poter convivere. L'hotel che ospita la delegazione svedese è stato completamente isolato, impedendo l'accesso a persone esterne e imponendo restrizioni stringenti anche alla famiglia proprietaria della struttura, il tutto per creare una "bolla" protettiva e scongiurare ogni possibile rischio infettivo.
L'approccio estremamente cauto adottato dalla Svezia evidenzia la priorità data alla salute degli atleti e alla continuità della loro preparazione. L'obiettivo è garantire che Ebba Andersson, e l'intera squadra, possano affrontare le gare olimpiche nelle migliori condizioni fisiche, liberi da preoccupazioni legate a eventuali infezioni. Questa strategia di “isolamento preventivo” è un chiaro segnale dell'impegno svedese nel proteggere i propri atleti in un contesto sportivo di alto livello.